MEDITAZIONE VS AZIONE-mostra personale p/o Galleria K2 Giovinazzo

Il titolo della mostra MEDITAZIONE VS AZIONE è una riflessione sulle modalità del processo creativo.Nel mio caso vi è un “fare” più riflessivo e lento ed un gesto più immediato e veloce. Il procedere su entrambi i binari da come risultato il lavoro che presento in questa mostra. I lavoro è suddiviso in tre filoni tematici i “paesaggi raccontati”, i “bernynavigator” e le “tessiture cromatiche”. Uso lo pseudonimo di Bernynavigator dal 1997, difatti la mia prima casella di posta elettronica ( che tuttora utilizzo) è bernynavigator@hotmail.com. All’epoca pensavo che usare uno pseudonimo mi consentisse di spaziare a tutto tondo nel campo dell’immaginario e del viaggio traducendo ciò in esperienza artistica. Ridisegnare la geografia mentale dell’IO. Fra viaggi reali ed immaginari, dopo la permanenza anglosassone avvenuta fra il 1999 ed il 2002 al rientro in Italia realizzo un istallazione a Bari denominata “Bernynavigator Voyage”e dopo quell’istallazione formata da cards denominate“Bernynavigator World” sono disegni a china ed acquerello su carta, metafora di un luogo mentale /reale fantastica visione urbana organica. Inquadrava bene la visione la prof. Mirella Casamassima che parlava di “vocazione cartografica e topologica” così come nei “mostri” vedeva gli echi dei Paris Circus di Dubuffet. Nel 2001 nell’ambito di una mostra dedicata alla New Pop generation nipponica svoltasi all’Università di Southampton vidi alcune opere di Takashi Murakami esponente di rilievo del movimento nipponico. Quest’artista utilizzando un personaggio di derivazione Manga D.O.B. realizzava il suo alter ego dando forma a molteplici opere che realizza tuttora nella sua factory. L’icona che rielaboro a mio piacimento diviene così B.N. (bernynavigator). In questa mostra sono presenti due pezzi il “B.N. n°8” ed il “B.N. Trasformer”. I “paesaggi immaginifici “In passato mi recavo con frequenza nei territori agrari a cavallo fra l’Alta Murgia e la Fossa Bradanica. Alla ricerca del “silenzio assordante” dei luoghi-non luoghi e dei casali abbandonati dell’ex Riforma Fondiaria. Il senso dell’abbandono la corrosione dei segnali stradali arrugginiti divenivano per me segnali poetici da rivalutare. Colgo l’occasione di contribuire alla ricerca storica svolgendo un analisi storica urbanistica sul territorio di Lavello (PZ) che diviene oggetto di studio per la mia tesi di Laurea. I dipinti “Elogio all’agrimensura”, “Scorre a fiumi l’Aglianico fra la Via Erculia e la via Appia”, “I territori dell’Aglianico” tendono a mettere in relazione l’identità e la vocazione agraria, gli aspetti della storia del paesaggio rurale e la curiosità della scoperta sollecitando ad una lettura visiva che vada al di là degli stereotipi. Le tessiture cromatiche vengono fuori da un campionario organico ove i “farfalloidi” la libellula, gli aculei delle piante grasse sono i motivi ispiratori per un nuovo campionario cromatico/tessile quasi decorativo. Le vigorose gocciolature che rompono gli schemi e le dissimmetrie prospettiche risentono degli echi dell’Automatismo Psichico dell’Action Painting e dell’Art Brut. Bernardo Bruno

Commenti

Anonimo ha detto…
Se una notte per caso a Giovinazzo …
In mostra alcune opere dell’artista lucano Bernardo Bruno

Passeggiando nei vicoli di Giovinazzo si ha la sensazione di percorrere uno schema geometrico rigoroso. Le facciate delle antiche case e palazzi del centro storico sono tagliati con precisione nella chiara pietra locale, gli spigoli a piombo definiscono quinte nette da cui si intravedono l’aprirsi d’una piazza, la nobile facciata d’una chiesa o la prospettiva lunga del mare luccicante di luna. Tutto ci fa immaginare antichi muratori e architetti alla ricerca di un ordine architettonico e mentale.
Entrati in sintonia con un tale ambiente, la sorpresa si fa grande quando scopriamo all’improvviso, in uno dei vicoli a ridosso del piccolo porto, a due passi dalla cattedrale, le opere di Bernardo Bru
no esposte nella galleria K2.
Lo spazio limitato della galleria consente una esposizione di pochi pezzi dell’artista di Palazzo S. Gervasio (in provincia di Potenza): olii, stampe calcografiche e tecniche miste, dimensioni varie dei formati, opere più o meno recenti.
Quello che vediamo ci basta però a intuire la natura dell’espressione personale dell’artista. Ci colpisce subito il polimorfismo dei suoi interessi linguistici, la freschezza un po’ naif dell’impaginazione cromatica e il continuo rimando ad una dimensione ludico-ironica dell’approccio generale.
Benchè l’artista abbia voluto dare un titolo all’esposizione, “Meditazione vs azione”, a noi pare che non ci sia un leit motiv specifico a cui ricondurre l’occasione espositiva, e dal nostro modesto punto di vista, senza pretese di ufficialità del giudizio, la piacevole sorpresa sta proprio in tale assenza e nel contrasto con quella geometrizzazione dello spazio urbano di cui dicevamo all’inizio.
Infatti se fuori, tra le stradine di pietra, vige la geometria dei piani, varcata la soglia della piccola galleria, si incontra la libertà del segno: ecco per caso ricostituita un’altra opposizione di termini, come quella che l’artista ha assegnato alla mostra.
Il segno, il colore e l’atmosfera delle opere in mostra, anche quando si riferiscono a temi topografico-cartografici, sono infatti sempre governati da una irrefrenabile e per noi gradevolissima passione per il gioco, per l’organico e per l’anti geometrico.
La nostra visita e chiacchierata con l’autore si conclude e noi torniamo a passeggiare tra le facciate di quei palazzi illuminati dalla luna, e a quest’ora pure il mare sembra essersi assopito e anche lui si trasforma in un liscio piano geometrico.
Qui fuori tutto sembra richiamare alla mente, per opposizione e contrasto, i segni danzanti e irrequieti delle opere di Bruno. Ed è questa l’opposizione che più ci interessa rammentare e che dà a questa visita inaspettata la consistenza di un ricordo che non si dileguerà tanto velocemente come capiterà forse e a tutte le allegre serate godute in questa calda estate ormai finita.
Bernardo Bruno ha detto…
La casualità di una passeggiata nel centro storico della cittadina pugliese può essere motivo di scoperta piacevole. E' il caso di tale anonimo visitatore che affida allo spazio virtuale della rete le proprie impressioni dopo avere visto i miei lavori.
L'invito è di visitare anche il mio laboratorio ove ci sono tante altre opere che per evidenti motivi di spazio non si sono potute esporre!

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